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giugno 2006 - Il canto a tenore dei pastori sardi, inserito dall'Unesco
tra i beni immateriali del patrimonio intangibile dell'umanità,
verrà celebrato con una manifestazione dal 22 al 25 giugno
in occasione della festa di san Giovanni Battista, patrono dei pastori,
a Ollolai.
Il fine dell'incontro è quello
di riflettere sul valore e l'importanza del riconoscimento ottenuto
dal canto a tenore, che pare sia ispirato al belare e al muggire
degli armenti, e su come se ne possa garantire l'immortalità
in una società che tende all'omologazione e alla globalizzazione.
La riflessione non potrà non allargarsi al mondo pastorale,
cioè al modo di essere proprio della Sardegna più
autentica, che si identifica nella vita del pastore, del quale il
canto a tenore è una delle più significative espressioni.
Pastores Tenores
vuole rendere protagonista, con una festa senza palcoscenici e senza
spettacolo preconfezionato, il pastore inteso non come mero fornitore
di latte in una logica di asservimento all'industria, ma come figura
centrale di una cultura globale fatta di tradizioni, tra cui spicca
la più antica e straordinaria, quella del Fiore Sardo. E
quindi, oltre al canto, presentare le altre espressioni che potranno
essere apprezzate dagli appassionati della Sardegna più autentica,
come il ballu tundu, i mamuthones,
la lotta “s'istrumpa”, il gioco della
morra.
Pastpres Tenores sarà anche
il momento per dibattere della sovranità alimentare e del
ciclo corto, cioè del diritto delle comunità a scegliere
il proprio modello di produzione, distribuzione e consumo del cibo
e della pratica economica che taglia molti passaggi della filiera
per avvicinare i produttori ai consumatori.
La struttura del meeting ricalcherà
quella della festa sarda, così come si svolgeva in tutti
i paesi isolani fino ad alcuni decenni fa e che ancora oggi si svolge
nelle feste organizzate presso i santuari campestri in diverse comunità
e soprattutto nelle feste pastorali come ad esempio la tosatura
delle pecore.
Senza concessioni al folklore nel senso deteriore del termine e
quindi senza costumi per cantori, danzatrici e danzatori, ma solo
con la gente così com'è, Pastores Tenores porterà
alla ribalta anche il lavoro di donne e artigiani che offriranno
prodotti lavorati dal vivo nella Casa del Pastoralismo. I cantori,
giovani e più anziani, converranno numerosi - saranno circa
cento i gruppi - e si esibiranno in cinquanta differenti luoghi
del centro storico di Ollolai.
Infine, tre convegni nelle tre giornate
conclusive, arricchiranno il calendario della manifestazione su
tre dei temi che animano il dibattito socio-economico-culturale
dell'isola: “Tradizione e modernità nel canto a tenore;
approccio diacronico o sincronico?” sui temi dell'etnomusicologia
(venerdì 23), “Lo sviluppo attraverso i beni culturali”,
sulle prospettive di valorizzazione del territorio (sabato 24) e,
infine, “Ridiventare pastore” sul tema specifico del
Pastoralismo e sulle sue problematiche economiche e sociali (domenica
25).
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