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| Sagre e
Feste Provincia di Nuoro |
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| MAMOIADA
Dal 16 Gennaio sino al 24 Febbraio 2009
Carnevale di Mamoiada |
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il carnevale sardo più conosciuto fuori dall'isola.
Infatti è un'antichissima rappresentazione di un rito propiziatorio
o religioso di cui si è perso il significato originale. La
danza dei Mamuthones è un rito apotropaico(antico rituale
con cui si scacciano gli spiriti maligni) che risale almeno all'età
nuragica ed esiste quindi da più di 3500 anni, ci sono diverse
ipotesi sul suo significato: in origine era forse destinato alla
venerazione degli animali, alla protezione contro gli spiriti del
male, alla propiziazione dei raccolti ed anche al culto dell'acqua
come fonte di vita. |
La danza dei Mamuthones |
| Il professor Massimo
Pittau sostiene che fosse il rito della religione nuragica per l'uccisione
dei vecchi. Nel linguaggio sardo odierno, la parola Mamuthone significa
pazzo o buono a nulla, e lo stesso significato ha anche la parola
Maimone. La studiosa Dolores Turchi ritiene che la danza dei Mamuthones
sia ciò che resta di un rito dionisiaco che rappresenta il
sacrificio del dio, che muore e risorge all'inizio della stagione
agricola. Un'altro riferimento viene dalla lingua greca, dove il
participio "maimoon" significa: colui che smania, che
desidera essere posseduto dal dio. I Mamuthones sono dodici (forse
rappresentano i mesi) e sono vestiti completamente di nero, con
la mastruca (giacca di pelle di montone, senza maniche, portata
col vello all'esterno) pantaloni e gambali, sul viso portano una
caratteristica maschera di legno, dipinta di nero, che ha un' espressione
triste, simile a certi volti di bronzetti nuragici, mentre un fazzoletto
da donna gli copre la testa e sulla schiena portano un grappolo
di grossi campanacci. |

Issohadores |
Gli Issohadores
invece, vestiti con giacche rosse, portano sulle spalle scialli
colorati e sul petto dei grossi sonagli d'argento, mentre intorno
al viso hanno dei bianchi fazzoletti; il loro abbigliamento ha subito
influssi esterni che lo hanno alterato e modernizzato, in ogni caso
erano e sono i guardiani dei Mamuthones, che controllano i loro
movimenti. Durante la danza, i dodici Mamuthones, sfilano ordinati
su due file, alternando lenti movimenti a scatti improvvisi, che
sembrano seguire una coreografia preordinata. Procedono con passi
pesanti ma ben cadenzati, ricordano i movimenti di uomini in catene.
I movimenti sono perfettamente sincronizzati: un passo con il piede
sinistro e una scrollata di spalla a destra, e viceversa. Ad ogni
salto si sente lo strano suono dei campanacci e dei sonagli che
portano sulle spalle, quindi daccapo, procedendo in avanti lentamente.
Gli Issohadores (il nome deriva dalla "soha", ossia la
frusta, un tempo in cuoio, ora di giunco, che usa per catturare
gli spettatori), sono otto e procedono all'esterno delle due file
di Mamuthones, mantenendo il loro passo. Poi all'improvviso si spostano
di scatto, vanno verso il pubblico, e catturano alcuni spettatori
con la loro "soca": le persone catturate, secondo la tradizione,
per essere liberate dovrebbe offrire da bere.
Tutta Mamoiada si riversa nella piazza principale per ballare i
tradizionali passu torrau e sartiu, al suono dell'organetto, per
ore ed ore, instancabilmente. Nulla è artificiale o d'importazione
esclusi, naturalmente, i turisti che ogni anno giungono sempre più
numerosi da ogni parte del mondo per assistere a questo genuino
spettacolo
Info: 0784/56700 |
A
Mamoiada è visitabile il Museo
delle Maschere Mediterranee.
La sua collezione museale è composta dalle maschere
tipiche del carnevale barbaricino ( con i Mamuthones e gli
Issohadores in primis) e da altre maschere del bacino del
Mediterraneo.
Nel Museo è anche presente una sala multivisiva che
lo rende unico in Sardegna, dove è possibile ammirare
i Mamuthones in occasione della loro prima uscita: la festa
di S. Antonio Abate del 17 gennaio.
Altri siti di interesse:
www.mamoiada.org
www.mamuthonesmamoiada.it
www.mamuthones.it
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