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Le prove di coraggio - di Rita Solinas (2 parte)


Avevo la febbre alta, fu chiamato immediatamente il medico, contemporaneamente mia nonna interrogò tutto il gruppo.
Voleva capire in quale guaio mi ero cacciato per ridurmi in quello stato. Mentre mia nonna metteva sotto torchio nella cucina i miei amici, io subivo lo stesso trattamento dal medico.
<<Allora giovanotto, adesso siamo soli io e te, mi puoi dire tranquillamente cosa hai mangiato che ti ha ridotto così.>>
Non avevo il coraggio di parlare, avrei dovuto spiegare la mia prodezza, che in quel momento aveva perso ogni significato di gloria.
<<Ecco… io ho… mangiato un lombrico vivo. Ma l’ho vomitato subito dottore. E adesso cosa succede?>>
<<Succede che dovrò darti iniezioni, so che hai paura ma è necessario per evitare danni peggiori di quello che già è successo. La tua febbre secondo me è causata solo dalla tua incoscienza e dalla paura. Senti piccolo, non c’è bisogno di fare queste stupidaggini per dimostrare coraggio, quello è un'altra cosa.>>
La nonna entrò subito dopo la fine di quel discorso, mi bastò solo uno sguardo per notare che stava sorridendo, aveva saputo anche lei il motivo del mio malore e invece di arrabbiarsi l’aveva presa sul ridere. In fondo forse aveva davvero ragione lei, ci voleva proprio un bambino per fare una stupidaggine come la mia.
Dopo quell’episodio però qualcosa cambiò con la nonna, non divenne più severa, ma avevo notato uno sguardo più serio e poi la decisione di chiamare i miei genitori.
Loro vennero una settimana dopo la mia prova di coraggio, avevano una settimana di vacanza, ero contento di vederli ma allo stesso tempo non volevo illudermi troppo. Avevo bisogno anche di loro, ma oramai mi ero abituato alle loro partenze improvvise per lavori urgenti. Ma questa volta sarebbe davvero cambiato qualche cosa.
Quando arrivarono per me fu una gran festa, e ancora più bello fu scoprire che la mamma sarebbe rimasta con me e la nonna per sempre, aveva deciso di lavorare in paese, ma la sorpresa più grande e bella era ancora un'altra, presto sarebbe arrivato un fratellino.
Il papà invece avrebbe mantenuto il solito lavoro che lo portava sempre così spesso lontano da me, ma l’importante era che almeno la mamma sarebbe stata con me e la nonna.
Ben presto però mi fu chiaro che oltre al fratellino c’era una novità meno piacevole, la nonna iniziò a stare male. Inizialmente sembrava una semplice influenza, ed io non capivo quindi tutte quelle facce scure, mia madre iniziò a piangere di nascosto e il papà quando veniva a casa aveva sempre uno sguardo strano.
In quel periodo con la mamma per casa non mi sentivo libero di muovermi per combinare guai, come facevo con la nonna, mia madre, da quando era incinta si spaventava molto facilmente per qualsiasi cosa facessi. Ci fu una serata in particolare, dopo cena la nonna era particolarmente stanca o almeno era quello che fece credere alla mamma, con una scusa volle essere accompagnata da me in camera sua. Rimanemmo nella stanza a parlare da soli.
<<Davide, credo ti sia accorto del nervosismo della mamma, vedi quando una donna aspetta un figlio è molto fragile. Tua madre ha bisogno di tranquillità, ed è per questo che le ho tenuto nascosto la tua prodezza con il lombrico vivo e la tua febbre. Vorrei sapere da te se hai intenzione di inventarti altre prodezze simili. Cerca di fare l’ometto, adesso c’è bisogno di vero coraggio, devi obbedire alla mamma e anche a me, d’ora in avanti dovrai aiutare in casa, so benissimo che prima quando eravamo soli io e te non era così, ma ora serve che tu quando è necessario aiuti in casa, magari facendo la spesa da solo.>>
<<Come la spesa da solo? E se sbaglio? E se…>>
<<Se… Se… Sei un ometto, no forse mi sbaglio. Già tu sei troppo piccolo, dovresti giocare e studiare, ma sai credo di averti molto viziato in questi anni. Capisco che tutto questo così all’improvviso può essere brutto. Ma la vita è fatta anche di doveri come aiutare in casa, e poi sei un bambino intelligente, sarai benissimo in grado di andare a prendere il pane e magari anche il latte, la spesa grande la faremmo sempre insieme, però magari qualche volta ti lascerò a te i soldi per pagare, nel mentre io …>>

Continua - (3 pagina)

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