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| ESCURSIONISMO TREKKING
E OUTDOOR |
| La tecnica costruttiva |
Gli ovili supramontani
sono un' opera di grande ingegneria, e in buona parte, dicono
gli esperti, derivata dalla tecnologia costruttiva delle capanne
nuragiche e quindi tramandata per secoli e secoli dall'arcaica
civiltà dei pastori nuragici. D'altra parte, le affinità
e sopratutto le esigenze delle due civiltà non erano
molto dissimili fra loro, e nonostante i pastori abbiano abitato
su questi luoghi fino agli anni 50-60 del secolo scorso, la
loro esistenza trascorreva dedicandosi esclusivamente di agricoltura
e pastorizia, così come quella dei pastori di millenni
orsono.
La costruzione del cuile richiedeva tempo e pazienza, era
necessario trovare le travi in ginepro o i tronchi in leccio
adatti, cosi come le lastre di calcare necessarie per costruire
il muro perimetrale e trasportarli sulle spalle attraversando
pericolose cenge e strapiombi per ritornare nella zona scelta
per la costruzione.
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Sos ediles: le nicchie per i capretti
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Sa Corte: il recinto per le capre
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| La capanna
principale, chiamata "su Pinnettu" o "Su
Barracu" a seconda dei luoghi, veniva dunque costruita
creando il classico muro perimetrale in pietra calcarea del
diametro di circa 4 metri ed erigendo la struttura portante
di forma conica con le travi di ginepro o di leccio dell'altezza
di circa 3-4 metri. All'interno di essa veniva costruito con
delle pietre disposte in forma rettangolare il focolare, "su
foghile" e intorno alle travi di ginepro venivano
creati dei ripiani con dei listelli ove il pastore riponeva
o appendeva gli strumenti da lavoro o le forme di formaggio,
i prosciutti o i cagli destinati all'invecchiamento. Nella
parte superiore della capanna principale veniva infine eretto
una sorta di cappello chiamato "Su cugumale"
che permetteva di isolare l'interno del cuile dall'acqua piovana
o dalla neve e di far scorrere l'acqua lungo le travi di ginepro.
La forma e la disposizione delle travi permetteva inoltre
di far fuoriuscire il fumo interno verso l'esterno attraverso
gli interstizi del legno creando così un ambiente asciutto
e confortevole che si manteneva a temperatura costante. Il
tetto veniva infine foderato da frasche, che garantivano un'efficiente
copertura.
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Su Cugumale: il "capello" sommitale
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Oltre alla capanna
principale veniva costruita spesso una capanna ausiliaria,
simile alla prima ma molto più semplice, dove il pastore
disponeva gli attrezzi da lavoro e il materiale. Nei dintorni
venivano costruiti il cortile per le capre, "sa corte"
e delle stanzette, "as cerinas o cherinas"
dove venivano sistemati i capretti appena nati. Per i maiali
venivano invece costruiti dei ricoveri meno raffinati denominati
"Cumbulas", di forma rettangolare e di
altezza limitata, con un piccolo cortile per i maialetti. |
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