Addentrandosi
nel vasto territorio supramontano capita spesso di notare
delle solitarie e spesso fatiscenti costruzioni in pietra
e travi di legno che in lingua sarda vengono chiamati cuiles.
Essi sono stati per diverse generazioni le dimore dei pastori
che dai paesi vicini (Orgosolo, Oliena, Dorgali, Baunei, Urzulei
etc.) si spingevano nel Supramonte per allevare capre e maiali
e ricavare tutti i prodotti tipici di questo allevamento.
Era un' esistenza dura e solitaria che richiedeva enormi sacrifici
e forniva il tanto giusto per sopravvivere, un' esistenza
scandita dai ritmi incessanti del duro lavoro, dove gli unici
momenti liberi erano quelli dedicati al riposo dalle fatiche
della giornata. Ai giorni nostri le cose sono cambiate, i
pastori hanno ormai abbandonato da decenni il supramonte e
i loro figli, tranne alcuni casi eccezionali, non hanno nessuna
intenzione di proseguire la tradizione dei loro antenati,
considerato anche il ben poco guadagno che oggi essi ne avrebbero
in rapporto al sacrificio e al duro lavoro che questa vita
richiede . |