Si attraversa il campo in
direzione sud-sud-ovest fino a rilevare sulla destra l'evidente
imbocco di un sentiero anch'esso indicato dai caratteristici
omini in pietra, quindi si prosegue lungo il sentiero senza
difficoltà di orientamento fino a raggiungere il bordo
della dolina.
Si tratta di un monumento naturale di estrema suggestione,
una dolina carsica con un diametro di circa 400 mt e una profondità
di duecento(probabilmente la più grande d'Europa) con
al suo interno un bosco di tassi e lecci antichissimi. E'
possibile scendere all'interno della dolina dal versante sud-est,
nel fondo è visibile un inghiottitoio profondo 30 m,
probabilmente comunicante col vasto sistema carsico sotterraneo.
All'interno della dolina sono stati rinvenuti dei resti scheletrici
probabilmente di epoca nuragica. Ritornando lungo il sentiero
che riporta al campo donanigoro è possibile, deviando
sulla sinistra in direzione nord-ovest, visitare Su Nuragheddu,
i resti di un villaggio nuragico da cui è possibile
godere di un bellissimo panorama sul campo e su tutto il Supramonte.
Da non mancare anche la visita al cuile Ziu Rafaele, situato
su una collinetta a nord-est del campo donanigoro e a funtana
S'Arga(Il punto esatto è indicato da una pietra e un
barattolo di ferro posti tra i rami di un albero), l'unica
fonte di approvvigionamento dei pastori della zona e degli
eventuali escursionisti a corto d'acqua. Il ritorno può
avvenire da Scala Cucuttos; se si sceglie questa possibilità
proseguire dal Cuile Ziu Raffaele in direzione nord-est risalendo
verso la punta Filos D'Ortu, dall'omonimo ovile situato sotto
la punta si scende ripidamente verso la località Mesattas(seguire
gli omini in pietra), da qui ancora in direzione nord si imbocca
S'iscala e Cucuttos(da visitare l'omonimo ovile prima di intraprendere
la discesa) che permette di raggiungere Doloverre e quindi
Scala e Surtana e il ponte Sa Barva dove si è lasciata
la macchina.