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ESCURSIONISMO TREKKING E OUTDOOR
GROTTA DONINI
Comune: Urzulei Provincia: Ogliastra
Durata percorso: 3-4 h Varticali: 7 - Alt Max: 50 metri
Liv. difficoltà: Lunghezza percorso: 1 Km circa
Attrezzatura: Imbrago, discensore a otto, moschettoni, longe, 2 corde da 50 mt, muta completa, casco, illuminazione.

L'attraversamento della Grotta Donini rappresenta una delle escursioni più complete e interessanti che si possano fare in Sardegna: un suggestivo canyon sotterraneo in cui scorrono le acque provenienti dalla codula Orbisi, che fuoriescono, dopo circa un chilometro dentro le viscere della montagna, dalla cascata risorgente nota col toponimo di Su Cunnu 'e s’Ebba. Chiunque la percorra, rimane affascinato dalla bellezza degli ambienti attraversati, dall'unicità del luogo e dai panorami mozzafiato su tutto il Supramonte che si godono dall'alto della cascata finale.
A causa dell'isolamento totale che si avverte mentre la si percorre, per l'ambiente tipicamente speleologico che può mettere a disagio chi non è abituato a questi luoghi, per le poche possibilità di fuga, per l'attraversamento dei laghi, la cui acqua permane gelida anche in piena estate, e per l'impegnativo salto finale di 50 metri, l'attraversamento della Grotta Donini rimane un itinerario per escursionisti esperti, o comunque riservato a coloro che abbiano già avuto esperienze in ambienti simili.

 
 
Il suo ingresso principale, quello utilizzato normalmente da chi desidera percorrere la grotta, è situato sul greto della Codula Orbisi a poca distanza dall'ovile di Sedda Ar Baccas (10-15 minuti di cammino). Si tratta di un pozzetto circolare di circa un metro di diametro(vedi foto1), con armo su clessidra, situato a 2 metri dal greto, in riva destra. Esso conduce, dopo un salto di 7 metri, a un primo ambiente tipicamente speleologico, a cui segue subito un altro salto di 10 metri e l'attraversamento di alcune marmitte colme d'acqua limpidissima. Pian piano l'ambiente si allarga e si giunge alla verticale di 17 metri che conduce al primo lago, freddo e profondo; qui è necessario nuotare per un buon tratto, ma è possibile eventualmente riposarsi su alcuni isolotti affioranti. Si prosegue fino a giungere al quarto salto, anch'esso di 17 metri, a cui fa seguito una lunga serie di laghi e un ulteriore verticale di 10 metri con cui si raggiunge un ennesimo lago. Si procede dunque nuotando e districandosi fra strette barriere calcaree e alcuni divertenti toboga fino a raggiungere un tratto largo e non allagato in cui è necessario superare dei grossi massi e detriti (tronchi e grossi ciottoli!) trascinati fin li dalle piene invernali. Un ultima serie di laghetti e una disarrampicata prima di giungere al tratto forse più suggestivo della grotta Donini: l'oscurità filtrata dalle flebili fiammelle dei caschi lascia il posto alla calda e penetrante luce del sole che man mano che si avanza diviene sempre più presente, un ultima spettacolare marmitta con un lago di acqua cristallina dai riflessi blu e verde smeraldo ci segnalano che siamo ormai prossimi all'uscita. Un ultimo tuffo di 3 metri prima di affacciarsi sullo splendido panorama e di raggiungere l'armo per il salto da 50 metri, direttamente dal ventre della montagna, ovvero laddove fuoriesce la cascata di Su Cunnu 'e s’Ebba.
Una volta giunti alla base del salto si prosegue con un breve traverso in riva sinistra fino a raggiungere un armo naturale che, con un salto di circa 10 metri permette di arrivare al lago sottostante, si prosegue quindi in riva destra verso l'Uscita della Grotta dei Colombi fino a raggiungere i laghetti. Da qui il percorso di rientro è identico a quello descritto nella scheda della Codula Orbisi.

   Note:

  • A causa degli spazi piuttosto stretti della parte iniziale della grotta si consiglia di indossare la muta prima di entrare.
  • Per agevolare l'attraversata del lungo lago sotterraneo può essere comodo portar con sè un cuscino gonfiabile.
  • L'armo per il salto finale di 50 metri è situato su una grossa clessidra in un punto molto esposto che è bene assicurare con un mancorrente armato su due fix presenti dalla parte opposta. Prestare attenzione sia durante la discesa che durante il recupero della corda, la vegetazione e i rami presenti possono ostacolare le operazioni.
  • Poco prima dell'uscita classica di Su Cunnu 'e s’Ebba, è visibile sulla destra orografica l'uscita alta o fossile della grotta, che rappresenta la via di fuga più semplice in caso di necessità. Qui, nonostante la presenza di alcune vecchie corde fisse, sarà opportuno aver con sè gli attrezzi da risalita. Una volta raggiunta la bocca fossile della grotta, ci si sposta a destra seguendo la base della parete, fino ad intercettare dopo una trentina di metri un ripido e piuttosto esposto passaggio incassato fra le pareti, denominato S'iscalone ' e su Portellu o Scala Muerte, che permette di raggiungere la sommita della montagna in prossimità dell'ovile di Pitt'e Rutta. Dalla zona dell'ovile si prosegue poi in direzione sud guadando quindi il greto della codula Orbisi e raggiungendo infine la zona di Sedda Ar Baccas.
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