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PORTO TORRES |
| Parco Nazionale dell'Asinara |
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Il Parco Nazionale
dell'Asinara è stato istituito nel 1997, ed è possibile visitarlo
tutto l'anno.
Durante la visita al Parco si è affidati ad una guida che vi farà
visitare tutte le zone dell'isola consentite. L'isola è visitabile
da non più di 300 persone al giorno e in alcune zone protette è
vietata la balneazione e le immersioni, a protezione dell'ambiente
marino.
L'Asinara fu chiamata dai romani Herculis Insula, mentre
durante il Medio Evo, nel XIII secolo, era conosciuta come Azenara
o Asenara, poi nelle carte rinascimentali come Sinnara o
Sinuaria. Evidentemente gli asini ci sono sempre stati, anche se
forse non erano albini. |
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L'isola ha un'estensione di 52 kmq. ed
è lunga 17,5 km., con una larghezza massima di 6,4 km.; geograficamente
è divisa in quattro zone collinari e la cima più alta è Punta della
Scomunica alta 408 m. Una strada la percorre da nord a sud ed
è lunga 23 km. La parte occidentale è caratterizzata da alte
falesie scistose, numerosi anfratti, canaloni
e spaccature. La parte orientale invece presenta ampie insenature
e piccole spiagge granitiche.
Dal 1896 è stata sede di una Colonia Penale, e per un breve
periodo negli anni Ottanta fu anche sede di un Carcere di Massima
Sicurezza, per questa ragione l'isola si è conservata dal punto di
vista ambientale in maniera ottimale, si è salvata dalla speculazione
edilizia, dal degrado costiero e dall'impoverimento della flora e
della fauna anche marittima, in quanto per oltre cento anni era severamente
proibito anche avvicinarsi alle sue coste senza i permessi.
La fauna dell'isola oltre agli animali selvatici tipici di
questi ambienti, come la lepre, la donnola, il muflone, il cinghiale,
cavalli e asinelli sardi, vanta una rarità forse mondiale:
i tipici asinelli albini, che hanno dato l'attuale nome all'isola.
Questi asinelli di piccola taglia sono completamente bianchi
ed hanno gli occhi azzurri, vivono allo stato selvatico, in
branchi (non si sa esattamente se sono sempre stati selvatici o se
sono rinselvatichiti). |
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Tra le torri e le costruzioni in rovina
e all'interno della macchia mediterranea, oggi se ne contano circa
70, si possono osservare più facilmente nelle zone di Santa
Maria e della torre di Trabuccato, e anche a ovest di Monte della
Scomunica.
Non si sa con sicurezza come siano arrivati sull'isola, una leggenda,
che forse ha qualche fondamento, dice che alcune coppie di questi
animali, forse già selezionate per riprodursi come albini, erano imbarcate
su una nave francese, che intorno al XVI secolo fece naufragio vicino
all'isola. Gli asinelli, che dall'Egitto erano diretti in Francia
come dono al Re francese, riuscirono a raggiungere la costa
salvandosi.
Tra gli uccelli ricordiamo alcune specie rarissime,
che qui nidificano, come il marangone dal ciuffo, il gabbiano
Corso, il falco pellegrino, e il grifone, la pernice
sarda e la gazza. Si possono osservare anche varie e rare specie
di anfibi come il discoglosso sardo, il rospo smeraldino, e la
raganella, e alcuni rettili: la testuggine e la biscia viperina. Tra
le piante rare endemiche dell'isola, ricordiamo il fiordaliso
spinoso, adatto a resistere alla forza del vento di maestrale.
La storia dell'isola parla di insediamenti umani che risalgono all'
età prenuragica con la Domus de Janas di Campu Perdu e
il ritrovamento di oggetti forse più antichi, di selce e ossidiana;
mentre per ora non c'è traccia di nuraghi, sono stati ritrovati alcuni
oggetti tipici del popolo nuragico come un bronzetto raffigurante
un toro seduto, ed un bracciale di bronzo. Inoltre sono stati segnalati
molti relitti di navi di epoca romana sui fondali della costa
orientale.
Per informazioni sulle disponibilità e per le prenotazioni, telefonare
agli uffici del Parco Nazionale dell'Asinara (Via Iosto 7 - 07046
Porto Torres Tel. 079 503388 Fax 079 501415) -
Sito ufficiale: www.parcoasinara.org |
| * Foto gentilmente concesse da Alberto
Melone |
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