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OLBIA |
| Capo Ceraso e Zona umida del Padrogiano |
Percorrendo la s.s. 125 da San Teodoro verso Olbia,
pochi km dopo aver superato la frazione di Porto San Paolo, si svolta
a destra in una deviazione per Porto Istana, dove troviamo una bella
spiaggia di sabbia bianca. Da qui parte una strada bianca che
fa tutto il giro della collina, alta 219 m, chiamata Monte Maladromi,
la quale sta al centro del promontorio granitico che termina
con Capo Ceraso.
Il luogo è molto bello: il colore rosa del granito è mischiato
al verde scuro della vegetazione, composta da macchia mediterranea
e olivastri, la costa è rocciosa inframezzata da piccole
calette sabbiose chiamate Cala sa Figu, Sos Passizzeddos, Porto
Lucas.
Ad un certo punto della strada sterrata si troverà una scalinata
che porta verso la parte più alta di Capo Ceraso, detta Monte Mandriolo,
il quale era un punto d'osservazione militare: da qui si gode un meraviglioso
panorama di buona parte della costa, con in primo piano l' isola
di Tavolara verso destra, a sud- est.
Continuando verso Olbia Sulla s.s. 125, percorrendo ancora circa 5
km, si troverà un' altra deviazione a destra, vicino ad una Casa Cantoniera.
Percorrendo questa strada si arriva alla foce del fiume Padrogiano.
Questa zona acquitrinosa è l'habitat naturale di diverse specie
di uccelli palustri come aironi e beccaccini. |
| Isole di Tavolara e di Molara |
Le due isole si possono raggiungere con i barconi che
partono da Porto San Paolo, Olbia e Golfo Aranci, i quali compiono
la traversata in circa 20 minuti.
L' isola di Tavolara anticamente nota come Hermaea insula,
è un' enorme tavolato calcareo che poggia sul uno zoccolo granitico
sommerso. Ha la forma di un rettangolo allungato ed è lunga circa
4 km., al centro è attraversata da un candido massiccio
roccioso che tocca nel punto più alto i 565 m. Nell'isola si trovano
parecchie grotte che si aprono sul mare.
Le coste sono alte a picco sul mare, quindi difficilmente
raggiungibili. La parte rivolta verso la Sardegna, dove si approda
con il barcone, chiamata Spalmatore di Terra è pianeggiante,
vi crescono i rari gigli di mare, ginepri, rosmarino
e lentischio, ed è contornata da alcune spiagge, dove
si trovano alcuni ristoranti, un porticciolo turistico e un piccolo
centro abitato.
L'animale tipico di Tavolara è la famosa capra selvatica, con
gli occhi gialli e i denti dorati, perchè colorati da sempre
da un'erba che cresce sull'isola, di cui si nutrono questi animali.
Tavolara è, o dovrebbe essere, di proprietà del suo Re, infatti verso
la metà dell'Ottocento, Carlo Alberto futuro Re d'Italia, si recò
sull'isola per poter vedere le mitiche capre dai denti d'oro, e venne
ospitato dall'unico abitante dell'isola, un pastore che si chiamava
Paolo Bertoleoni, il quale in cambio dell'ospitalità, venne nominato
Re di Tavolara.
Questo titolo si è tramandato di padre in figlio ed esiste ancora,
tanto che trova spazio nell'Elenco Ufficiale dei Regni del Mondo,
che si trova a Londra. Oggi sull'isola dovrebbe regnare il Re Carlo
III. Purtroppo gran parte dell'isola, specialmente il lato orientale,
non è visitabile in quanto zona militare.
L' isola di Molara che si trova a sud di Tavolara, e ha una
forma vagamente circolare, è invece una parte dello zoccolo granitico
affiorante dal mare, infatti la sua altezza massima è di soli 155
m e le sue coste sono basse e sabbiose con tante piccole spiaggette.
Quest'isola è stata abitata sin dall'antichità, a testimonianza
di ciò, possiamo ancora vedere i ruderi di un'antica chiesetta
che era dedicata a San Ponziano, un Papa del III secolo d.C.
, che secondo una leggenda, pare abbia dimorato sull'isola durante
il suo esilio.
Ci sono poi i resti del villaggio medioevale di Gurguray e
sopra un altura a sud-est, detta Monte Castello sono visibili
i ruderi di una fortificazione alto medioevale, costruita a
difesa degli assalti dei pirati saraceni.
Inoltre sull'isola vivono ancora circa 150 esemplari di mufloni,
rari ovini selvatici simili alle pecore, tipici della Sardegna, e
grandi colonie di cormorani. |
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