Risalente
a circa sessanta milioni di anni fa, il massiccio calcareo del Monte
Albo è situato nella Baronia settentrionale e rientra per
la maggior parte nei comuni di Lula e Siniscola e in minima parte
nei comuni di Lodè, Loculi, Irgoli, Galtellì, per una superficie
totale di circa 70 Kmq.
Ricco di vegetazione endemica nonostante i diversi incendi che hanno
trasformato alcune zone in un paesaggio lunare, la zona, che conserva
al suo interno diverse foreste di leccio, è rilevante sopratutto
dal punto di vista botanico, essa è infatti stata proposta
come "Riserva genetica integrale, come Biotopo di considerevole
importanza botanica degno di conservazione e come Riserva Biogenetica
di importanza Europea". La fauna presente nel Monte Albo
è ancora considerevolmente ricca, nonostante la scomparsa
di cervi e daini è molto comune l'avvistamento di branchi
di mufloni che corrono lungo le creste del massiccio. Sono inoltre
presenti: volpi, martore, cinghiali, lepri, conigli, e per quanto
riguarda gli uccelli l'aquila reale e le pernici.
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La catena dolomitica
del Monte Albo, caratterizzata da falesie alte centinaia di metri,
strapiombi, grotte e voragini è probabilmente sottovalutata
dal punto di vista naturalistico ed escursionistico. Particolarmente
interessanti sono infatti le escursioni che permettono di raggiungere
Punta Catirina e Punta Turuddò
(tramite janna Nurai) che sono le due cime più alte del massiccio,
entrambi di 1127m. Le escursioni citate, con partenza dalla strada
provinciale Lula-Sant'Anna, permettono di farsi un idea dell'aspra
e selvaggia bellezza dei luoghi citati, camminando lungo antiche
mulattiere e seguendo i sentieri in parte segnati (sentiero Italia)
sarà infatti possibile ammirare scorci e panorami di rara
bellezza.
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