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| SEDINI
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I ruderi della chiesa di San
Nicola in Solio (detta anche S.Nicola di Silanis)
si trovano poco distanti dall'entrata meridionale di Bulzi,
nella valle del rio Silanis. Per raggiungerli, appena usciti
da Bulzi tra il campo sportivo e l'acquedotto, si prende una
strada bianca che va verso sud e dopo circa un chilometro
si arriva ad uno spiazzo nelle vicinanze della chiesa di Santa
Barbara di Speluncas (dal nome del villaggio medioevale
a cui apparteneva): la chiesetta, a navata unica, è voltata
a botte ed è stata restaurata di recente; essa fu costruita
su un precedente insediamento punico. Qui si lascia l'auto
e si prosegue per un sentiero in discesa per circa 10 minuti
sino ad arrivare nel fondovalle, dove si trovano le rovine
della chiesa di S.Nicola, nel territorio comunale di Sedini.
La chiesa venne eretta all'inizio del XII secolo in stile
romanico tosco-lombardo, in particolare di scuola lucchese,
e apparteneva ad un'antica abbazia dei Benedettini.
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S.Nicola di Silanis: abside
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Dell'edificio, (abbandonato
e già in rovina dal XV secolo), costruito interamente in blocchi
di tufo bianco, con qualche inserzione in trachite rossa,
rimane una parte della facciata, la navata destra, l'abside
e la parte inferiore del campanile. La chiesa in origine era
a tre navate, interamente voltata a crociera. L'orientamento
dell'abside ad occidente, secondo un'antica regola liturgica
anteriore all'anno mille, lo ritroviamo solamente a San
Simplicio (Olbia) e a San
Gavino (Porto Torres), che sono fra le chiese romaniche
più antiche in Sardegna. Le navate laterali erano divise da
quella centrale da pilastri rettangolari e cruciformi e da
colonne, con capitelli scolpiti di foggia araba. Nella navata
destra, l'unica interamente conservatasi, sotto l' archetto
più vicino all'abside si può vedere un leone scolpito. Anche
sulla porticina di comunicazione tra il campanile e la chiesa,
sopra l'architrave, troviamo una bella scultura. |

S.Nicola di Silanis: interno
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San Pancrazio: facciata
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Attraversando Sedini lungo la
strada principale si trovano sulla destra due cartelli turistici,
che indicano la chiesa di San Pancrazio.
Si segue una stradina asfaltata che prosegue in salita e dopo
poco si vede da lontano la chiesa sulla cima di un colle.
Si prosegue su una strada sterrata a sinistra, e si arriva
infine alla chiesa. San Pancrazio fu edificata alla fine dell'
XI secolo, e appartenne dal 1120 ai Benedittini di Montecassino,
che qui avevano un'abbazia, di cui non rimane traccia. L'edificio
è costruito in pietra calcarea bianca alternata con fasce
di trachite rossa. All'interno la chiesa è a navata unica
senza abside, ed è voltata a botte.
La chiesa parrocchiale di Sant'Andrea
fu costruita nel 1517 in stile gotico-aragonese e successivamente
restaurata tra il Settecento e l'Ottocento. Gli interni hanno
stili che variano da quello tardogotico a quello rinascimentale.
La facciata è divisa in due ordini: in quello superiore
c'è un rosone con ghiera modanata, mentre la parte inferiore
è divisa da due lesene, e ha un bellissimo portale ad
arco ribassato, che è sormontato da una finestra quadrangolare
decorata. L'interno è a navata unica con cappelle laterali,
delle quali quelle sul lato sinistro risalgono alla costruzione
originaria in stile gotico; le colonne, gli archi e i capitelli
della terza e quarta cappella sinistra sono finemente scolpiti.
Nella chiesa è custodita una copia della "Trasfigurazione
di Raffaello" eseguita da Andrea Lusso nel 1597.
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