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Entrando in città si incontrano il Convento e la chiesa di San Francesco, situati nella piazza Garibaldi, dove si può vedere anche una bella casa nobiliare del Cinquecento in stile aragonese. La chiesa fu edificata nel XVI secolo, e il convento all'interno del quale è situato il Museo Archeologico, fu realizzato un secolo dopo.
La Cattedrale dell'Immacolata, che si trova nella parte opposta dell'abitato, fu edificata  nel Cinquecento in stile gotico-aragonese, in seguito venne parzialmente rifatta, in particolar modo la facciata, realizzata nell'Ottocento in stile neoclassico dall'architetto Gaetano Cima. All'interno si può ammirare il famoso polittico cinquecentesco della Madonna di Loreto, opera del Maestro d'Ozieri.

Sant'Antioco di Bisarcio
Sant'Antioco di Bisarcio: facciata

La Basilica di Sant'Antioco di Bisarcio si trova percorrendo la s.s. 597 da Oschiri a Ploaghe. La chiesa, che è situata su un colle, sino al 1503 fu Cattedrale e dunque sede vescovile. I lavori di costruzione, che iniziarono nel 1080 in stile romanico-pisano, furono sospesi a causa di un incendio nel 1090 e ripresero poi nel 1150. A questa seconda fase della costruzione presero parte le stesse maestranze pisane, lombarde e arabe che costruirono la Cattedrale di Santa Giusta, ma anche questa volta i lavori non furono ultimati: nel 1160 infatti furono nuovamente e inspiegabilmente interrotti. La costruzione fu portata a termine tra il 1170 e il 1190 da carpentieri francesi della Borgogna, che operavano per conto di San Bernardo di Chiaravalle e dei monaci Cistercensi.
La chiesa è costruita interamente con trachite rosso-bruna. Alcune parti dei muri esterni, come il tratto tra la torre campanaria e l'abside risalgono alla costruzione originaria dell'anno Mille. La struttura è a tre navate, col soffitto a capriate, la navata centrale è dotata di abside semicircolare, mentre quelle laterali hanno volte a crociera. Le tre navate sono divise fra loro da due file di cinque colonne ciascuna, più un pilastro.

Sant'Antioco di Bisarcio
Sant'Antioco di Bisarcio: campanile e abside
Sant'Antioco di Bisarcio
Sant'Antioco di Bisarcio: interno

La facciata, edificata a conclusione dei lavori, è stata addossata all'antica facciata romanica, e presenta un portico o pronao d'ingresso, di gusto borgognone, coperto da sei volte a crociera poggianti su due pilastri cruciformi; sui muri laterali del pronao, si notano archetti su mensoline, ornati da figurine antropomorfe, teste grottesche a sinistra e a destra dell'ingresso, angeli e santi, ed ancora decorazioni con fiori e scene di vita agreste. Sul prospetto sono presenti tre archi decorati, quello centrale d'ingresso, e quelli laterali, di cui uno ancora murato, erano dotati di una colonnina centrale.  Il piano superiore del pronao, al quale si accede da una scala sulla sinistra, era probabilmente una parte della residenza del vescovo, in una delle tre sale voltate a botte, di cui è composto, si può ancora vedere un originale caminetto con la cappa a forma di mitra vescovile; in un'altra sala è presente un altare, davanti al quale c'è una bifora, superstite dell'antica facciata, che permette di guardare all'interno della chiesa. Anche l'esterno, ora semplice e liscio, doveva essere ornato da molte sculture, archetti e decorazioni, come è attestato dalla parte sopravvissuta a destra. Ciò che si vede oggi è frutto della ricostruzione operata dagli aragonesi nel Cinquecento, quando dopo il crollo della parte sinistra, fu riedificata in modo asimmetrico. Il campanile che si trova posizionato alla fine del fianco destro, fu costruito durante la seconda fase di edificazione, ma purtroppo della maestosa torre campanaria a pianta quadrata rimane solo la parte inferiore, essendo, a quanto si dice, crollata quella superiore a causa di un fulmine.

Sant'Antioco di Bisarcio:
Particolare della facciata
Sant'Antioco di Bisarcio:
Piano superiore del portico: l'antica facciata

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