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All'ingresso del paese troviamo la chiesa Parrocchiale di San Pietro in vincoli eretta nel Quattrocento in stile gotico aragonese. Purtroppo la facciata è stata interamente ricostruita nel XIX secolo, mentre all'interno non ha subito grandi rimaneggiamenti. La chiesa è a navata unica absidata, con cinque cappelle laterali per lato, alcune gotiche, con volta stellare, facenti parte della costruzione originaria, altre con volta a botte. L'abside ha una bella volta stellare. Il campanile ha la parte bassa quadrata, e la parte alta ottagonale aggiunta in seguito.
All'uscita del paese troviamo la chiesa romanica di Nostra Signora di Coros, edificata nei primi anni del 1200, la chiesa è stata rimaneggiata più volte, della struttura originaria rimane la volta ogivale, e l'abside semicircolare.

San Pietro in Vincoli
San Pietro in Vincoli
San Pietro in Vincoli
Per raggiungere l' Abbazia di Nostra Signora di Paulis  (o Padulis) si esce da Sassari sulla direttissima Sassari-Ittiri (131 bis), sulla quale si percorrono circa 8 km. fino all'uscita per Uri. Da qui proseguiamo in direzione di Ittiri per poco più di un chilometro, quindi vedremo sulla sinistra della strada le rovine della chiesa. La chiesa, in stile romanico d'ispirazione francese, risale all'anno 1205 e venne donata dal giudice di Torres Comita II ai monaci cistercensi e fu utilizzato dalla comunità monastica sino al XV secolo.
Nostra Signora di Paulis
Nostra Signora di Paulis: resti dell'interno
Del grande edificio a tre navate (36 metri di lunghezza per 14 di larghezza), divise da arcate su pilastri, rimangono ancora in piedi parti del transetto, poco sporgente su cui si affacciano il coro due cappelle quadrangolari, una per lato e parte della navata destra. Tutt'intorno si riconoscono i resti del monastero che era annesso alla chiesa: si individuano il tracciato di fondazione del chiostro e strutture relative ad altri ambienti monastici, tutte voltate a botte. Il monastero era orientato a settentrione, caso davvero insolito nell'architettura monastica che, per ovvie ragioni di sfruttamento della luce, prediligeva quasi immancabilmente l'orientamento dei locali e soprattutto del chiostro a mezzogiorno.
Nostra Signora di Paulis
Nostra Signora di Paulis: tribuna
Anticamente si arrivava a Paulis (il cui nome deriva da poule, palude, e si pronuncia quindi Paùlis) seguendo l'antica strada romana ribattezzata in età medievale S'Istrada de sos Padres, cioè la strada dei frati, perché collegava questo monastero a quello di Santa Maria di Corte presso Sindia (provincia di Nuoro), una cinquantina di chilometri più a sud.
Recentemente si è provveduto ad un restauro ben riuscito del coro, di parte della fiancata, del chiostro e del transetto. In particolare il transetto è stato  trasformato in una cappella autonoma, riconsacrata e adibita a luogo di culto.
Nostra Signora di Paulis
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