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Al
centro del paese si trova la chiesa
di S. Palmerio, costruita nel Duecento e realizzata
in trachite bianca e nera, a filari alternati, in stile romanico
arcaico. La facciata a tre arcate è sormontata da un inadeguato
campanile a vela, i muri laterali esterni sono ornati da archetti
romanici. |
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Di
fronte alla chiesa sorge una torre
aragonese del XV secolo in stile gotico catalano,
che sino a tempi recenti è stata adibita a carcere , ora invece,
è stata restaurata. Lungo la strada provinciale n°15, che
va da Ghilarza a Boroneddu, si svolta a sinistra in una strada
che porta alla frazione di Zuri. |
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Qui
si trova la chiesa di San Pietro,
in stile romanico-lombardo, risalente al 1291. La chiesa in
origine era ubicata nella valle sottostante, ma quando negli
anni Venti si costruì la diga sul Tirso, il luogo dove sorgeva
la chiesa fu inondato dalle acque del lago artificiale Omodeo.
La costruzione venne smontata pietra su pietra nel 1922 e
ricostruita sull'altopiano, dove fu ricostruito anche il piccolo
centro abitato. L'edificio è costruito con trachite rossa,
la facciata ha tre grandi archi e il portale scolpito, i muri
laterali, muniti di portoni, sono decorati con archi e lesene.
L'interno è a navata unica absidata, l'abside fu restaurata
nel XIV secolo in stile catalano, con l'inserzione all'interno
di eleganti nicchie gotico-rinascimentali. Alla sinistra della
facciata è situato un grande campanile a vela a doppia campana,
aggiunto nel XV secolo. La chiesa di San Pietro è forse l'ultima
chiesa romanica della Sardegna, costruita quando già si affermava
lo stile gotico-pisano in tutta l'isola. Accanto alla finestra
rettangolare della facciata si vede la lapide di fondazione,
da cui si apprende sia la data che il nome del costruttore,
tale Anselmo da Como, oltre a citazioni per un vescovo di
Santa Giusta, e il Giudice Mariano d'Arborea. Tutte le sculture
presenti nella costruzione sono opera dello stesso Anselmo
da Como, il quale era più noto come scultore. |