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UN VIAGGIO CHIAMATO BOSA - di Monia Bruni -
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Parte 2 |
I colori
delle facciate alcune volte audaci alcune pacate, rinvigoriscono
l'atmosfera incantata del quartiere. Tutto è storia, tutto
è leggenda nel rione di sa costa. Dietro
ogni scorcio, ogni portico, storia e fantasia si confondono e gli
abitanti ben sanno raccontare storie fantastiche e fiabesche, di
sudditi e castellane, di madri, di amori infranti, di principi e
marchesi. Storie tramandate di generazione in generazione, storie
che conoscono anche i viaggiatori che, oltre ad interessarsi della
storia antica del borgo medievale, vanno alla ricerca, con ironia
e curiosità, delle cosiddette case stregate, di quelle in
cui si dice esistano ancora passaggi oscuri e segreti che portano
fino al castello, labirinti da cui, nelle notti silenziose e buie,
provengono lamenti di disperazione di donne e di bimbi, morti secoli
or sono.
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Particolari di una casa a Sa Costa |
Nel quartiere
vecchio, vivono ancora non solo storie e leggende, non solo ricordi
di tempi passati, ma anche tradizioni antiche, usi e costumi, che
i bosani richiamano alla memoria con devozione, consuetudini e ricorrenze
che si perdono nella notte dei tempi. Singolare e caratteristica
è la festa, che si ripete nella seconda settimana di settembre,
dedicata a nostra Signora di Regnos Altos, che
si svolge tra le vie di sa costa e il castello dove c'è la
chiesa dedicata alla Madonna, una chiesa semplice e piccola, con
copertura lignea, dove si può ammirare un dipinto unico in
Sardegna: l'incontro dei tre vivi e dei tre morti. |

Tra via Sant'Ignazio e via Carmine altare votivo della Famiglia
Biddau |
La festa,
che giunge al culmine, tra il secondo sabato e domenica di settembre,
rende popoloso ancor più il quartiere medievale. Tutti i
cittadini, turisti, curiosi si riversano per le vie del borgo, ma
sono i bosani di sa costa, che animano la festa. Pochi quelli che
ancora vi abitano, tanti quelli che, possedendo ancora le case dei
loro padri e dei loro nonni, lasciano le loro abitazioni in città
per trasferirsi alla Bosa vecchia. |
In
quella seconda settimana di Settembre fermentano i preparativi,
nel rispetto di una tradizione antica, quella che vuole, le vie
addobbate a festa con bandierine colorate che sventolano su fili
tesi da un'abitazione all'altra, palme intrecciate ad arco, sui
balconi drappi di coperte di filet rigorosamente fatte a mano, tappeti,
lenzuola e merletti di inestimabile valore. Ma sono i cosiddetti
altarittos, gli altari votivi, che esprimono al
meglio la festa e la devozione per la Madonna di Regnos Altos.
Gli altari vengono allestiti ovunque, in ogni scorcio, prima delle
scale, dopo le rampe, in angoli suggestivi, in piccole grotte, dalla
prima fino all'ultima via un susseguirsi di Madonne, pizzi, merletti,
coperte, fiori, luci, colori. Questo troverà la Madonna di
Regnos Altos quando passerà tra le vie di sa costa in processione,
altari, canti e preghiere, musica e festa in suo onore.
Tipica l'ospitalità bosana in ogni sua forma, tipica quella
che viene offerta ai turisti e a chiunque vada ad onorare gli altarittos,
nella notte di sabato.
Vino, dolci tipici, cibi prelibati, che le sapienti mani delle donne
bosane hanno preparato con devozione, vengono offerti ai passanti.
Suggestiva questa solennità, emozionante il rispetto dei
bosani nei confronti di una delle feste più belle e antiche.
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Altare votivo all'interno di un fondaco |

Lavorazione del Filet |
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