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TOMBA DEI GIGANTI LI LOLGHI - ARZACHENA

Accesso - Da Arzachena si prende la s.s. 427 per Calangianus e dopo 3km. si gira a destra in una strada bianca che porta alla necropoli Li Muri; un chilometro prima di arrivare alla necropoli, si svolta in una stradina a destra che si percorre per 400m., dopo i quali si trova  a sinistra la collinetta sulla quale è situata la tomba.
Il sito, gestito dalla cooperativa Anemos, è visitabile tutti i giorni dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 19, il prezzo del biglietto è di 2,50 euro.

Li Longhi
La grande stele monolitica

Descrizione - Questa tomba, come altre della zona, presenta due diverse fasi costruttive e di utilizzo. I nuragici infatti, che le diedero il suo aspetto finale, con l'esedra e la classica stele centinata, inglobarono in questa monumentale sepoltura un dolmen assai più antico, attribuibile alla Cultura di Bonannaro e databile al 1800 a.C. circa. L'antico dolmen, che corrisponde ora alla parte finale della camera, era del tipo a cista, cioè un cassone rettangolare realizzato con lastre di pietra infisse nel terreno a coltello e coperto con un'altra o più lastre disposte orizzontalmente. Intorno è ancora visibile un'ellisse di pietre, le uniche restanti di quelle che originariamente dovevano coprire il monumento funebre formando il tumulo.

Li Longhi
Esedra
Li Longhi
Retro: in primo piano la cista litica
Alcuni secoli più tardi, in età nuragica, si costruì la vera e propria tomba dei giganti, collegando il domen a un lungo corridoio (9,60 m.) realizzato anch'esso con lastre infisse a coltello e coperto a piattabanda. Questo corridoio costituiva la nuova camera funeraria, nella quale i defunti venivano deposti spingendoli attraverso il piccolo portello che si trova alla base della grande stele. La facciata venne monumentalizzata con la costruzione dell'esedra, originariamente formata da 14 lastre di cui oggi se ne conservano sette da un lato e tre dall'altro, e soprattutto con l'innalzamento al centro della stele monolitica, alta ben 3,75 m. e larga alla base 2,45 m.
All'interno della tomba, durante gli scavi del 1965, si sono trovati materiali attribuibili alla cultura di Bonannaro all'interno della cista litica, mentre nelle altri parti della tomba si rinvennero ceramiche nuragiche. 

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