| COMPLESSO
NURAGICO SOS NURATTOLOS - ALA' DEI SARDI |
| Accesso
- Sulla s.s. 389 se si proviene da Buddusò,
si entra in paese e si svolta nella prima strada a sinistra,
procedendo in salita sulla strada che porta al monte che domina
il paese. Si procede per km.1,5 e si giunge ad un bivio dove
finisce la strada asfaltata, qui si svolta a destra e
si continua in salita per km.3,3, sino a trovare un bivio
dove si gira a destra. Dopo 300 m. si svolta ancora a
destra, si continua per km.2,4 e si trova una piazzola adibita
a parcheggio. Si prosegue a piedi verso sinistra in un viottolo
con gradini in salita che porta sino alla cima, a ben 1000
metri di quota, dove si trova il complesso nuragico: prima
si trova la fonte, poi le capanne, e infine più in alto il
tempietto. L'ingresso è libero.
|
| |
|
| Veduta
laterale e frontale del Pozzo Sacro |
| Descrizione
- Il complesso nuragico di Sos Nurattolos, scoperto circa
quarant'anni fa, è costituito da una fonte sacra, da un piccolo
tempio a megaron, e da alcune capanne, ed è databile tra il
1600 e il 900 a.C. La fonte sacra, situata all'interno di
un cortile circolare di forma irregolare dotato di accesso
laterale a gradini, è caratterizzato da una pianta
rettangolare con facciata in antis, cella principale con panche
in muratura alle pareti e vano del pozzo circolare con copertura
a tholos ancora intatta, mentre il retro è absidato.
All'interno del cortile troviamo anche una capanna circolare
in muratura, probabilmente un locale di servizio relativo
alle attività cultuali.
Continuando a salire verso il tempio a megaron, si trova una
grande capanna circolare dotata anch'essa di un vano rettangolare
di ingresso prospicente alla camera circolare.
|
La grande capanna circolare con vestibolo |
Interno del tempio a megaron |
| Infine si giunge
al tempio a megaron, con pianta rettangolare a pareti laterali
aggettanti (ad ante) sia sulla facciata principale che sul retro
e che conservano ancora oggi un'altezza notevole. Il tempietto
è circondato da un recinto ellittico che include anche una struttura
muraria costituita da due ambienti circolari tangenti, uno inscritto
dentro l'altro, che forse si possono interpretare come i recinti
dove stavano gli animali da sacrificare, o il luogo dove si
consultavano gli oracoli: infatti essi potrebbero simboleggiare
la coppia divina Sole-Luna durante un'eclissi parziale di sole,
(qualcosa di simile si trova anche vicino al nuraghe
Sant'Antine a Torralba). Questo tempio a megaron,
anche se di piccole dimensioni, trova un confronto stringente
nel maggiore esempio del tipo in Sardegna, Sa
Domu de Orgia ad Esterzili (NU), anch'esso circondato
da un recinto ellissoidale. Vicinissima al tempietto c'è una
costruzione circolare, non una capanna ma probabilmente un altro
ambiente adibito al culto. Nelle vicinanze è stata trovata anche
una grande capanna dotata di un sedile alla base della parete,
come quelli posti nelle cosiddette "Capanne delle riunioni"
(ad esempio a Santa
Cristina di Paulilatino (OR)) . |
| MENHIR
E DOLMEN PEDRA DE LUGHIA RAJOSA - ALA' DEI SARDI |
| Accesso
- Chiedere indicazioni in paese su come arrivare alla vicina
chiesetta di Sant'Antonio, in zona Oriscudu. A circa 400 m.
di distanza dalla chiesa, possiamo vedere il menhir di Pedra
de Lughia Rajosa e il dolmen omonimo. |
| Descrizione
- Il Menhir in basalto, alto 2,70 metri, presenta sul davanti
due protuberanze rozzamente scolpite, che potrebbero raffigurare
le mammelle, e sulla sinistra una massa sporgente che sembra
essere un neonato tenuto in braccio durante l'allatamento:
il nome popolare è dato da queste caratteristiche. A pochi
metri dal menhir sono poste tre pietre, di dimensioni simili
tra loro, infisse nel terreno, e disposte a triangolo, che
fanno da pilastri per un grosso masso basaltico, posto in
posizione leggermente inclinata, sulla superficie del quale
si notano quattro coppelle di varie dimensioni: apparentemente
esso sembra un dolmen, cioè una sepoltura megalitica preistorica, ma
potrebbe trattarsi anche di un altare preistorico, (simile
forse a quello che si trova a Monte
d'Accodi presso Sassari) associato al menhir che rappresenterebbe
la divinità, in questo caso la Dea Madre. |
||
Home Archeologia
|| Cagliari
||
Carbonia-Iglesias || Medio
Campidano || Ogliastra
||
||
Olbia-Tempio
|| Oristano
|| Nuoro
|| Sassari
||
|