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Accesso
- Dopo aver oltrepassato
Cabras si svolta in una strada sterrata che costeggia
le rive orientali dello stagno di Cabras, si arriva
dopo un paio di chilometri al lo stagno di Paulie
Sali, poi si prende la strada provinciale, e dopo il
ponte, si troverà una postazione di guardia sui
due canali e sullo stagno di Cabras, si prosegue ancora
per circa 500 metri fino ad arrivare alla stradina bianca
che porta alla Torre Aragonese di Su Pottu, dalla quale
si vede tutta l'area archeologica. Qui si trova sopra
un isolotto, il villaggio prenuragico di Cuccuru is
Arrius, accanto alla riva sud dello stagno, nei pressi
del principale canale scolmatore, parzialmente sommerso
dalle acque dello stagno di Cabras.
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Descrizione
- Questa importantissima
area archeologica venne alla luce in occasione della
realizzazione del canale scolmatore per lo sbocco a
mare dello stagno di Cabras, realizzato negli anni 70.
Sono stati individuati fondi di capanna del villaggio
del Neolitico medio, con la necropoli a Domus de Janas,
il villaggio del Neolitico Recente, e infine un tempio
a pozzo di età nuragica. Del villaggio più
antico datato al 3400 a.C. appartenente alla Cultura
di San Ciriaco (dal nome di un villaggio preistorico
sito nel Comune di Terralba), sono emersi i fondi di
capanna che erano parzialmente interrate, formate da
pali ricoperti da erbe palustri e argilla, mentre la
Necropoli annessa a questo villaggio formata da 19 tombe,
è la più antica di questo tipo in Sardegna,
e tra tra le più importanti, soprattutto per
i notevoli corredi ritrovati all'interno delle tombe.
Le grotticelle artificiali hanno ingresso a pozzetto
e cella di sepoltura a forno di forma ellittica in cui
veniva posto il corpo rannicchiato in posizione fetale.
Le ceramiche di tipo inornato hanno pareti sottili,
sono ben lisciate, e vanno dal rosso-bruno al grigio.
Il rito della sepoltura ipogeica nel grembo della Dea
Madre Terra, ha lasciato all'interno di queste tombe
vicino o nelle mani del defunto, diversi esemplari di
rarissime e splendide statuine antropomorfe in marna
di Dea madre in stile geometrico, hanno testa cilindrica,
con folta capigliatura, larcata sopraccigliare
disegna una T col naso triangolare, e gli occhi semichiusi.
Il corpo nudo si può definire obeso, ma ha tutti
i particolari ben definiti, le mammelle, le grosse gambe,
le braccia con le mani ben delineate, abbandonate sui
fianchi. Alcune di queste statuette portano uno strano
copricapo a tamburello cilindrico, con tre bande sfrangiate
e traforate, che scendono sulle orecchie e sulla nuca.
inoltre sono stati trovati vasi di ceramica, punte di
zagaglia in osso, strumenti di ossidiana ed elementi
di collane, idoletti fittili e marmorei, ceramiche lisce
e decorate, strumenti in selce e in ossidiana, accette
levigate in pietra verde e punteruoli in rame. Il Tempio
a Pozzo Nuragico, è di piccole dimensioni, ma
di eccellente fattura e realizzato con grande perizia
con tecnica isodoma, al suo interno sono stati trovati
diversi reperti nuragici, punici e romani. Molti di
questi reperti sono visibili presso il Museo Civico
Museo Archeologico di Cabras, in Via Tharros, nei pressi
del campo sportivo comunale, altri tra cui alcune delle
statuine della Dea Madre sono esposte presso il Museo
Archeologico di Cagliari.
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