|
Accesso
- Da Oristano prendere
la strada per Torre Grande, e prima di arrivare a San Giovanni
di Sinis, svoltare a destra seguendo le indicazioni del cartello.
Proseguire per 500 m. sino a raggiungere il villaggio di S.Salvatore.
All'interno del villaggio si trova la chiesetta di San Salvatore,
di solito chiusa, nel sotterraneo della quale si trova l'ipogeo:
per poterlo visitare rivolgersi prima al Municipio di Cabras
per essere accompagnati da un custode.
|
|
Descrizione
- Questo luogo fu abitato
sin dal neolitico (6000-4500 a.C.), il pozzo sacro ipogeico
è la testimonianza architettonica più antica
del luogo e risale al periodo precedente alla civiltà
nuragica. L'attuale ipogeo, che deve la sua forma all'ultimo
periodo romano, è composto di sei stanzette ed un corridoio
che porta al pozzo, intorno al quale ci sono gli accessi a
tre camere. Nella più grande di queste, c'è
un'altro pozzo con un betilo (pietra sacra) nuragico. Sulle
pareti delle camere ci sono moltissimi disegni e graffiti
di varie epoche e dagli svariati soggetti. Dagli ultimi scavi
e studi si è accertato che il santuario fu utilizzato
nel periodo nuragico per il culto dell'acqua, e fu poi dedicato
dai punici al culto di Sid, il loro dio guaritore; dai romani
fu dedicato forse ad Asclepio, e infine in epoca cristiana
a S.Salvatore. Ma le antiche invocazioni puniche sono state
usate e scritte nei muri sino al IV sec d.C.: infatti il monogramma
R.F. presente sui muri è la versione latina della preghiera
punica Ru-Fu che significa "guarisci".
|